Network Lateral Movement Piergiorgio Venuti

Cos’e’ un Network Lateral Movement e come difendersi

Tempo di lettura: 5 min

Durante un attacco informatico, gli hacker hanno un unico obiettivo in mente. Questo obiettivo potrebbe essere l’accesso alla macchina di uno sviluppatore e il furto del codice sorgente di un progetto, l’analisi delle e-mail di un particolare dirigente o l’estrazione di dati dei clienti da un server. Tutto cio’ che devono fare e’ entrare nella macchina o sistema che contiene i dati desiderati, giusto? Non proprio. In realta’, e’ un po’ piu’ complicato di cosi’. Per raggiungere il loro obiettivo, e’ probabile che gli hacker si introducano in un server web di basso livello, in un account di posta elettronica o un dispositivo per dipendenti, per fare qualche esempio. Da quel nodo, si muoveranno lateralmente (da cui il nome network lateral movement) per raggiungere il loro obiettivo.

In effetti, quando gli aggressori compromettono una risorsa in una rete, quel dispositivo non e’ quasi mai la loro destinazione finale. La compromissione iniziale, inoltre, raramente causa gravi danni e potrebbe passare inosservata. Solo se le squadre di sicurezza sono in grado di rilevare un lateral movement prima che gli aggressori raggiungano l’obiettivo previsto, e’ possibile prevenire la violazione dei dati.

In questo articolo esamineremo alcuni dei tipi piu’ comuni di network lateral movement e identificheremo i modi in cui possiamo rilevare l’attacco e difenderci.

Capire il network lateral movement

Il lateral movement avviene quando un aggressore si impossessa di una risorsa all’interno di una rete e poi estende la sua portata da quel dispositivo ad altri all’interno della stessa rete. Vediamolo con uno schema per aiutarci a capire meglio.

Il perimetro dell’infrastruttura da penetrare e’ rappresentato con una linea orizzontale. La meta’ superiore rappresenta cio’ che e’ al di fuori della rete, mentre cio’ che si trova al di sotto della linea rappresenta cio’ che e’ all’interno. Affinche’ un aggressore possa entrare nella rete, deve muoversi verticalmente, cioe’ dall’esterno verso l’interno (chiamato anche traffico Nord-Sud). Ma una volta che si e’ stabilito un punto d’appoggio, e’ possibile muoversi lateralmente o orizzontalmente, cioe’ all’interno della stessa rete (chiamato traffico Est-Ovest) per raggiungere l’obiettivo finale dell’attacco.

Lateral Movement - Schema

Possibile percorso di un lateral movement. La freccia indica i nodi della rete che vengono coinvolti nell’attacco.

Gli approcci al Lateral Movement

Nel complesso, ci sono due comuni metodi con cui un hacker applica il lateral movement.

Primo approccio: l’aggressore effettua una scansione interna per scoprire quali altre macchine si trovano all’interno della rete. In particolare, scansiona le porte aperte che sono in ascolto e le macchine che soffrono di vulnerabilita’. A quel punto, l’aggressore puo’ abusare di queste debolezze per spostarsi lateralmente verso un’altra risorsa.

Il secondo approccio al lateral movement sfrutta credenziali rubate, ed e’ il piu’ comune dei due. In questo tipo di attacco, l’hacker potrebbe utilizzare una tecnica di phishing via e-mail per infettare una macchina che si interfaccia con un particolare server. Dopo potra’ utilizzare il suo accesso per recuperare le password tramite un keylogger o altri strumenti simili. A questo punto, puo’ utilizzare qualsiasi credenziale sia stato in grado di ottenere per impersonare l’utente vittima del phishing e accedere a un’altra macchina. Una volta stabilito l’accesso su quel computer, si puo’ ripetere la tattica cercando ulteriori credenziali e/o privilegi da sfruttare. In questo modo, il malintenzionato puo’ farsi strada e creare connessioni remote al dispositivo target.

In entrambi i casi e’ complicato individuare l’attacco, perche’ non si presenta tramite malfunzionamenti di software o applicazioni.

Come difendersi

Un lateral movement si manifesta spesso tramite un’attivita’ di rete anomala. E’ sospettoso, ad esempio, che una macchina, che dialoga normalmente con poche altre, inizi a scansionare l’intera rete. Lo stesso vale se quella macchina tenta di connettersi a porte aperte, di interagire con servizi e credenziali con cui normalmente non ha contatti, o di utilizzare un nome utente che non e’ mai stato utilizzato prima.

La lista dei campanelli d’allarme va avanti all’infinito. La cosa fondamentale da capire e’ che un lateral movement implica macchine che fanno qualcosa fuori dalla loro routine, senza un’adeguata autorizzazione da parte dell’IT.

Questo e’ cio’ che da’ alle organizzazioni la possibilita’ di rilevare questo tipo di attacchi. Implementare una monitorizzazione dei log file e’ un primo passo per la difesa. Idealmente, i dati dovrebbero essere costantemente analizzati per individuare anomalie e possibili brecce.

Problematiche nella difesa

Queste difese non sono infallibili. I team di sicurezza che si affidano semplicemente ai log file limitano la portata della loro posizione difensiva, ad esempio, a causa di log file raccolti solo da particolari applicazioni. Si potrebbe decidere di monitorare un certo servizio per i furti di credenziali, ma gli aggressori potrebbero non sfruttare quel particolare servizio per effettuare un lateral movement. Cio’ significa che tutte le azioni dannose che non utilizzano i servizi monitorati non verranno rilevate tempestivamente.

Oltre a questo, gli hacker conoscono i tipi di protocolli che il personale di sicurezza tende a monitorare, rendendo il loro compito ulteriormente complesso. Gli attaccanti possono usare questa conoscenza per modellare le loro campagne di attacco in modo da avere maggiori possibilita’ di passare inosservati. E’ uno dei motivi per cui e’ stato creato il database MITRE ATT&CK, per raccogliere tecniche conosciute e alzare le difese.

Il vantaggio di un SOCaaS

Non e’ sufficiente che le organizzazioni cerchino il lateral movement utilizzando i log file o uno strumento EDR. E’ necessario rivolgere l’attenzione alla rete nel suo complesso. In questo modo e’ possibile vedere tutto il traffico di rete, stabilire una baseline della normale attivita’ di rete per ogni utente e dispositivo e in seguito monitorare le azioni insolite che potrebbero essere indicative di attacchi. E’ conosciuto come anomaly detection, ed e’ piu’ completo e spesso piu’ facile rispetto all’esame di ogni log file alla ricerca di eventi fuori dalla norma.

Il problema del anomaly detection e’ che molte di queste irregolarita’ sono benigne, e si perde quindi molto tempo ad analizzarle. Cio’ che serve per separare il lateral movement dannoso dalle anomalie di rete benigne e’ la comprensione dell’aspetto del comportamento dannoso

E’ qui che entra in gioco un sistema completo che utilizza sia strumenti di analisi comportamentale che tecnici professionisti della sicurezza.

Il SOCaaS offerto da SOD comprende un Security Data Lake (SDL) per la raccolta dei dati e vari strumenti per l’analisi degli stessi. Uno di questi e’ lo UEBA, particolarmente indicato per la rilevazione di minacce sociali, in quanto analizza tramite IA i comportamenti degli utenti usando le loro azioni come fonte dei dati.

Con questi e altri strumenti che compongono il SOC, e’ possibile attivamente ridurre il rischio di attacchi ai propri dati aziendali. Se sei interessato a saperne di piu’ del SOCaaS di SOD, ti invito a visitare la pagina dedicata o a contattarci direttamente.

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